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L'ASSASSINO E' COSTRETTO

AD UCCIDERE ANCORA

 

 

TRAMA

Mentre si sta sbarazzando di un cadavere nelle profondità di un canale, un assassino è notato dall'architetto Giorgio Mainardi, il quale lo ingaggia sotto ricatto per uccidere l'odiata e ricca moglie Norma. Ma il loro piano verrà intralciato dalla bravata di due giovani teppisti.

 

COMMENTO

Sulla traccia di Delitto perfetto di Alfred Hitchcock, Luigi Cozzi scrive e dirige un thriller dal titolo evocativo, lineare nello svolgimento e ingegnoso, ma che esaurisce quasi tutte le sue potenzialità nella prima parte, intensa ed avvincente, lasciando tutto il secondo tempo nelle sole mani dell'assassino interpretato dall'inquietante Antoine Saint-John. Ne risulta quindi un film riuscito a metà. Co-protagonisti della vicenda sono George Hilton, in un ruolo a lui ben noto di belloccio doppiogiochista e la reginetta dell'horror ispanico Cristina Galbò.

 

CAST ARTISTICO

George Hilton

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Arch. Giorgio Mainardi

Michel Antoine (Antoine Saint-John)

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D.A., l'assassino

Femi Benussi

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Ragazza con l'auto in panne

Cristina Galbó

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Laura

Eduardo Fajardo

..

Ispettore di polizia

Teresa Velázquez

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Norma Mainardi

Alessio Orano

..

Luca

Dario Griachi

Luigi Antonio Guerra

..

Non appare

Carla Mancini

..

Non appare

Achille Grioni (n.a.)

..

Poliziotto della stradale

Claudio Sforzini (n.a.)

..

Benzinaio

Sydne Rome (n.a.)

..

Ragazza morta

 

CAST TECNICO

Regia

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Luigi Cozzi

Soggetto e Sceneggiatura 

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Luigi Cozzi
Daniele Del Giudice

Fotografia

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Riccardo Pallottini
Franco Di Giacomo (non accreditato)

Musiche

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Nando De Luca

Montaggio

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Alberto Moro

Aiuto regia

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Luciano Sacripanti
Paolo Tortorella

Produzione

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Albione Cinematografica (Milano)

Git International Film (Milano)

Paris Cannes Production (Parigi)

 

DATI ADDIZIONALI

Anno

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1975

Durata

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86'

Edizioni in DVD

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Mondo Macabro (2005)

Perseo (2007)

Scheda del film

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IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

Come Dario Argento, grande estimatore del cinema di Alfred Hitchcock, anche Luigi Cozzi per il suo film trae ispirazione dai lavori del genio americano del brivido, concentrandosi in particolar modo su uno dei suoi massimi capolavori: Delitto perfetto (1954), pellicola che a sua volta traeva spunto dal romanzo di Patricia Highsmith Sconosciuti sul treno. Il regista, inoltre, attinge anche dal romanzo di Scerbanenco Al mare con la ragazza e dal film televisivo che aveva appena realizzato per la RAI: Il vicino di casa, incluso nella serie La porta sul buio. Dall'amalgama di tanti racconti diversi il risultato è da considerarsi soddisfacente. La parte iniziale del film è la migliore e trova il suo punto più alto nella sequenza dell'inseguimento automobilistico notturno dove, sulle musiche ritmate di Nando De Luca, il montaggio accattivante e veloce risalta il carismatico protagonista e la tensione scaturita dalla corsa. Alltrettanto pregevoli sono anche le scene in cui l'architetto, interpretato da George Hilton, incontra l'assassino per concordare le modalità del delitto ed anche l'effetto "a contrasto" realizzato alternando velocemente le sequenze in cui l'assassino uccide la moglie dell'architetto e quelle in cui il marito, nel frattempo, festeggia brindando in casa di amici, conscio del delitto che si stava consumando su suo mandato. Azzeccatissimo è anche il colpo di scena, a dir poco spiazzante, in cui l'assassino, uscendo di casa, non trova più la sua auto con dentro il cadavere della donna, appena rubata da due teppistelli.
Nel secondo tempo il film comincia a perdere colpi. Le lunghe sequenze girate nella villetta al mare rallentano di molto il ritmo della storia che fino a quel momento era abbastanza sostenuto, rendendola asfittica e prevedibile. E nemmeno lo stupro della Galbò (che in parte ripropone le sofferenze già mostrate in Gli orrori del collegio femminile - 1971) è capace di risollevare il ritmo della vicenda, poichè le sofferenze della stessa vengono smorzate dal montaggio che alterna sequenze, tutto sommato inutili, in cui il suo ragazzo si consola con una turista di passaggio.
Il film si chiude con un doppio finale: nel primo, l'assassino viene fatto fuori dalla Galbò in maniera quantomeno sbrigativa, regalando ben poche soddisfazioni allo spettatore; nel secondo invece, che vede protagonista George Hilton, vi si trovano tensione ed angoscia. Ed il fermo immagine finale sul volto sconfitto di Hilton è potenzialmente capace di far rabbrividire.
Alcune note di demerito vanno invece ai dialoghi, non sempre all'altezza (come quello iniziale fra l'architetto e la moglie) e la mano non molto raffinata di Cozzi nel dirigere le sequenze amorose.