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GIORNATA NERA PER L'ARIETE

 

 

TRAMA

Andrea, giornalista tutto d'un pezzo e dedito all'alcool, è impegnato nell'indagine su una catena di omicidi di cui lui stesso è indiziato. L'unico filo conduttore dei delitti sembra essere un veglione di Capodanno a cui hanno partecipato le vittime.

 

COMMENTO

Dedicando più attenzione alla messinscena piuttosto che alla compiacenza dell'effetto sanguinolento, il film di Bazzoni, nonostante qualche inciampo narrativo, entra di diritto fra i migliori titoli del genere. Avvallata la sofisticata regia, merito del fascino dell'opera è dovuto alla pregevole fotografia di Vittorio Storaro (direttore  della fotografia di Antonioni, Bertolucci e Argento) e all'accurata selezione del cast, sia maschile ma soprattutto femminile, di raffinata bellezza. Incisiva come sempre la presenza di Franco Nero. Ottima colonna sonora firmata Morricone.

 

CAST ARTISTICO

Franco Nero

..

Andrea Bild
Silvia Monti

..

Helene
Wolfgang Preiss

..

Commissario
Ira Fürstenberg

..

Isabel Lancia
Edmund Purdom .. Edouard Vermont
Rossella Falk .. Sofia Binni
Renato Romano .. Dott. Riccardo Binni
Guido Alberti .. G. Traversi
Luciano Bartoli .. Walter Auer
Agostina Belli .. Giulia Soavi
Maurizio Bonuglia .. John Lubbock
Pamela Tiffin .. Lù Auer
Corrado Gaipa .. Capo di Andrea
Andrea Scotti .. Vogel

Luigi Antonio Guerra

.. Non appare
Irio Fantini .. Non appare
Jean-Pierre Clarain (n.a.) .. Giornalista

Nando Sarlo (n.a.)

..

Festeggiante al veglione

Franz Colangeli (n.a.) .. Festeggiante al veglione

CAST TECNICO

Regia

..

Luigi Bazzoni
Soggetto .. Tratto dal romanzo The Fifth Cord di D.M. Devine

Sceneggiatura

..

Mario Di Nardo

Mario Fenelli

Luigi Bazzoni

Fotografia

..

Vittorio Storaro

Musiche

..

Ennio Morricone

Edda Dell'Orso (voce)

Montaggio

..

Eugenio Alabiso
Aiuto regia .. Luciano Marin

Produzione

..

B.R.C. produzione film s.r.l.

Dario s.r.l.

DATI ADDIZIONALI

Anno

..

1971

Durata

..

89'

Edizioni in DVD

..

Filmax (2005)

Blue Underground (2005)

Surf Video (2008)

Scheda del film su

..

IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

Bazzoni punta dritto a risvegliare le paure inconsce dello spettatore. E lo dimostra sia nell'omicidio della paralitica Sofia Binni, abbandonata in casa e costretta a strisciare a terra per chiedere aiuto, che nella sequenza finale, dove l'assassino viene raffigurato esattamente per quello che è: "l'uomo nero".

Fra i punti più interessanti del lavoro stilistico del regista vanno considerati: l'uso esasperato del grandangolo come implemento della celebre tecnica della soggettiva (per rappresentare la distorta visione della realtà percepita dagli occhi dell'assassino), le ricche ed insolite composizioni del quadro ottenute con l'utilizzo architetture moderne ed interessanti giochi di riflessi; il sapiete utilizzo della macchina da presa, sia nell'omicidio di Sofia Binni, con inquadrature rasoterra, che nel finale del film con l'inseguimento adrenalitico fra il giornalista e l'assassino, per cui vanno elogiati anche il montaggio serrato ed intelligente del veterano Eugenio Alabiso ed il grandioso lavoro dietro la macchina da presa di Enrico Umetelli. Professionale ed impeccabile anche il livello di recitazione di tutti gli attori, fra cui primeggiano Franco Nero e Rossella Falk.

Meno brillante invece è a tratti la sceneggiatura, che per sciogliere l'enigma punta troppo su quel "martedì" che dà il titolo al film, con un legame che infine risulta essere poco probabile. La trama inoltre si sofferma spesso sul rapporto del protagonista con la sua amante (l'attrice americana Pamela Tiffin), personaggio quantomeno inutile per la vicenda, mentre per districare dubbi irrisolti e descrivere personaggi chiave (come il padre della prostituta), trova solo pochi frettolosi passaggi. Non è ben chiara infatti, la figura del padre-protettore di Giulia ed il giro di ricatti fatto da quest'ultimo. Infine, anche se il modus-operandi dell'assassino (un omosessuale - da cui il tema ricorrente della devianza patologica che sfocia nel crimine) risulta essere uno dei classici "alla Agatha Christie" (una sola vittima designata ma molti omicidi per sviarne i sospetti), non vengono però dati allo spettatore gli elementi necessari per identificare chi egli sia.

Curiosità: mentre il personaggio di Traversi si trova a passare per il parco, si intravede passare di fretta un giovanotto il quale fischietta proprio il motivo principale del film realizzato da Morricone.