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IL GATTO A NOVE CODE

 

 

TRAMA

Un enigmista cieco ed un giovane giornalista intraprendente, indagando sulla morte di uno scienziato, incappano in una serie di misteriosi omicidi ai danni di alcuni ricercatori che hanno a che vedere con l'Istituto Terzi, un centro dove si studia l'eredietarietà e la genetica dei criminali.

 

COMMENTO

Incitato dal pubblico che lo vuole come l'erede italiano di Alfred Hitchcock, Argento accantona parte della sua solita irrazionalità per emulare più esplicitamente il genio americano del brivido, dilatando perciò i tempi e applicando un'ipostazione della scena più convenzionale. Tuttavia, le sequenze di tipico "stampo argentiano" e la tipica spettacolarizzazioni degli omicidi non mancano. Ottime le interpretazioni di Malden, Franciscus e Spaak ed enorme il contributo musicale di Morricone. E' però uno dei film meno amati dal regista romano.

 

CAST ARTISTICO

James Franciscus

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Carlo Giordani
Karl Malden

..

Franco Arnò
Catherine Spaak

..

Anna Terzi
Pier Paolo Capponi

..

Commissario Spimi
Horst Frank

..

Dott. Braun
Rada Rassimov

..

Bianca Merusi
Aldo Reggiani

..

Dott. Casoni
Carlo Alighiero

..

Dott. Calabresi
Cinzia De Carolis .. Lori
Tino Carraro .. Prof. Fulvio Terzi
Vittorio Congia

..

Righetto, il fotografo
Ugo Fangareggi

..

Gigi scalogna
Tom Felleghy

..

Dott. Esson
Emilio Marchesini

..

Dott. Mombelli
Fulvio Mingozzi

..

Poliziotto
Corrado Olmi

..

Morsella
Pino Patti

..

Barbiere
Umberto Raho

..

Ex amante di Manuel
Jacques Stany

..

Dott. smontante dal turno di guardia
Stefano Oppedisano

..

Dott. montante al turno di guardia
Ada Pometti

..

Centralinista dei taxi
Walter Pinelli

Sascha Helwin (Sacha Helwin)
Maria Luise Zetha .. La diva sul treno
Martial Boschero .. Non appare
Werner Pochath .. Manuel
Aristide Caporale (n.a.) .. Fumatore nella sala di biliardo
Ettore Arena (n.a.) .. Cliente della sala di biliardo
Franco Ukmar (n.a.) .. Poliziotto
Gennarino Pappagalli (n.a.) .. Sig.re all'Istituto Terzi
Giovanni Di Benedetto (n.a.) .. Solmi, capo della Mobile
Giuseppe Marrocco (n.a.) .. Cliente al Saint Peter's Club

Margherita Horowitz (n.a.)

..

Babysitter di Lori

 

CAST TECNICO

Regia

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Dario Argento

Soggetto

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Dario Argento

Luigi Collo (Luigi Cozzi)
Dardano Sacchetti

Sceneggiatura .. Dario Argento

Fotografia

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Enrico Menczer

Musiche

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Ennio Morricone

Edda Dell'Orso (voce)

Bruno Nicolai (direzione)

Montaggio

..

Franco Fraticelli

Aiuto regia

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Roberto Pariante

Produzione

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Seda Spettacoli S.p.a. (Roma)

Terra Filmkunst (Berlino)

Labrador Film (Parigi)

 

LE VOCI

James Franciscus .. Pino Colizzi
Karl Malden .. Sergio Graziani
Catherine Spaak .. Maria Pia Di Meo
Pier Paolo Capponi .. Cesare Barbetti
Horst Frank .. Gianni Marzocchi
Aldo Reggiani .. Aldo Reggiani
Carlo Alighiero .. Carlo Alighiero
Cinzia De Carolis .. Cinzia De Carolis
Tino Carraro .. Tino Carraro
Vittorio Congia .. Vittorio Congia

Emilio Marchesini

..

Mario Mastria

 

DATI ADDIZIONALI

Anno

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1971

Durata

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112'

Edizioni in DVD

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Anchor Bay (2001)

Medusa (2003)

Scheda del film su

..

IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

L'inaspettato successo di L'uccello dalle piume di cristallo, porta Argento a bissare l'anno seguente con un nuovo thrilling. Al fine di compiacere ulteriormente il pubblico internazionale, il regista convoca due attori stranieri di richiamo: il belloccio James Franciscus, già abbastanza famoso in patria, e la vecchia stella hollywoodiana Karl Malden, la quale in passato aveva lavorato con Hitchcock, regista a cui Argento è particolarmente devoto, nel film Io confesso (1953). Malden è solo il primo degli innumerevoli omaggi alle opere del maestro americano del brivido che Argento inserisce nel suo copione. Egli infatti attinge moltissimo dal pluripremiato hitchcockiano Caccia al ladro (1955): dal titolo stesso, Il gatto a nove code, Argento ne cita il personaggio principale, il "Gatto", un abile ladro impersonato nel film di Hitchcock da Cary Grant. Ed è proprio il furto l'elemento in comune che dà il via ad entrambe le storie. Un riferimento inequivocabile alla suddetta pellicola lo si trova nella sequenza in cui Catherine Spaak guida ad alta velocità una spider inseguita dalla polizia, con a bordo lo spaurito James Franciscus, una scena presa pari pari dal film di Hitchcock ed originariamente interpretata da Grace Kelly e Cary Grant. Altre attinenze si trovano nella battaglia finale fra i protagonisti, svolte entrambe sui tetti, e le sequenze iniziali di entrambe le pellicole che si aprono allo stesso modo, ovvero con un'inquadratura sui tetti della città.

Difficile poi non notare una curiosa somiglianza fra i bicchieri di latte avvelenati in mano a James Franciscus dopo aver amoreggiato con la Spaak, con quelli presenti in un altro hitchcockiano, Il sospetto (1941).

E' anche il passato proprio di Argento ad influenzare la trama dell'opera, come le sue esperienze di giornalista al quotidiano "Paese Sera", trasferite direttamente al protagonista che nella finzione lavora proprio per l’ex-quotidiano romano.

La soluzione del giallo verte su un fantasioso presupposto scientifico dell'epoca, il quale balenava la possibilità che, in base allo studio dei geni dell'uomo, ne si potessero dedurre le potenzialità criminali. Di conseguenza, a tutta la vicenda viene conferita una certa impronta di realismo, a cominciare dai numerosi personaggi dalle inflessioni dialettali accentuate (con i tocchi di ironia tipici della cinematografia argentiana): il fotografo romano, il barbiere siciliano, il ladro ligure, il poliziotto che si perde in lezioni di cucina, i quali calano lo spettatore in un ambiente di "quotidianità", lacerata da una lucida e dosata rappresentazione degli omicidi (di cui si ricordano quello impressionante alla stazione dei treni di Torino e quello ancor più verosimile nella tromba dell'ascensore), senza dimenticare la violenta, quanto scenografica, scazzottata sui tetti della città, degna del miglior hard-boiled americano.

Altre peculiarità del lavoro alla regia di Argento si riflettono nell'utilizzo sporadico di lenti bifocali (le quali consentono di mettere a fuoco contemporaneamente due soggetti a distanze diverse), tecnica sperimentata nel genere nello stesso anno da Lucio Fulci in Una lucertola con la pelle di donna (anche con esiti migliori). La tecnica di Argento porta poi anche una decisiva innovazione: l'utilizzo della "soggettiva" (tecnica sperimentata in film come Omicidio per vocazione - 1968 di Vittorio Sindoni), la quale, nelle opere seguenti, diverrà praticamente la sua firma.

Unica pecca imputabile alla regia di Argento riguarda l'incapacità di dirigere la sequenza d'amore fra Catherine Spaak e James Franciscus, che risulta plastica e quasi impacciata. Per il resto, il film tiene per tutto il suo corso una tensione alta e costante, alternata anche da momenti più dolci come il rapporto affettuoso che lega l'enigmista cieco alla nipotina (accompagnato dalle note della Ninna Nanna in Blu di Morricone).

Scena clou del film è quella ambientata al cimitero, una lunga sequenza notturna (forse la più lunga mai realizzata in un cimitero), fortemente ispirata alle atmosfere claustrofobiche dei racconti di Edgar Allan Poe (La sepoltura prematura su tutti) e dotata anche di una macabro velo d'ironia (la morta "liberata" dal buio della sua cassa - il vivo rinchiuso nel buio della cripta).

Menzione speciale anche per il montaggio curato da Franco Fraticelli, fidato collaboratore di Argento, che utilizza una tecnica insolita per cambiare situazione, ovvero anticipando con pochi fotogrammi la scena successiva e conservando il sonoro di quella precedente (tecnica forse ripresa da Easy Rider - 1969).

Il film è infine considerabile anche come una metafora di Argento sull'ineluttabilità della violenza, pronta ad esplodere furiosa in ciascuno di noi (anche nel cieco, quando viene a sapere della morte della nipotina). E l'opporre alla cecità di questo personaggio le inquadrature strette sulla pupilla dilatata ed onnisciente dell'assassino, risulta una trovata decisamente acuta (benchè visivamente non del tutto originale, in quanto già vista in La morte non ha sesso - 1968).

Curiosità: all'inizio del film, nella sequenza in cui i due medici di guardia si danno il cambio, uno di essi fischietta il motivo principale del film L'uccello dalle piume di cristallo, ugualmente composto da Morricone.