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UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA

CAST ARTISTICO

Florinda Bolkan

..

Carol Hammond
Stanley Baker

..

Ispettore Corvin
Jean Sorel

..

Frank Hammond
Leo Genn

..

Edmond Brighton
Alberto de Mendoza

..

Sergente Brandon
Silvia Monti

..

Deborah
Anita Strindberg .. Julia Durer
Penny Brown

..

Jenny, la ragazza hippie
Mike Kennedy

..

Hubert, il Rosso
Edy Gall (Ely Galleani)

..

Joan Hammond
George Rigaud

..

Dr. Kerr
Ezio Marano

..

Lowell, capo della scientifica
Franco Balducci

..

Poliziotto
Luigi Antonio Guerra

..

Non appare
Erzsi Paál

..

Sig.ra Gordon
Gaetano Imbró

..

 
Jean Degrave (non accreditato) .. Direttore della clinica St. Paul
Tony Adams (non accreditato)    
Piero Nistri (non accreditato) .. Autista della Sig.ra Gordon
Ursel Eberz (non accreditata) .. Poliziotta

CAST TECNICO

Regia

..

Lucio Fulci

Soggetto

..

Lucio Fulci

Roberto Gianviti

Sceneggiatura .. Lucio Fulci
Roberto Gianviti
José Luis Martínez Mollá
André Tranché

Fotografia

..

Luigi Kuveiller

Musiche

..

Ennio Morricone (composizione)

Bruno Nicolai (direzione)

Edda Dell'Orso (voce)

Montaggio

..

Jorge Serralonga (Giorgio Serrallonga)

Aiuto regia

..

Giorgio Gentili

Produzione

..

Apollo films s.r.l. (Roma)

LE VOCI

Florinda Bolkan .. Rita Savagnone
Jean Sorel .. Pino Colizzi
Stanley Baker .. Pino Locchi
Silvia Monti .. Flaminia Jandolo
Alberto De Mendoza .. Cesare Barbetti
Ely Galleani .. Serena Verdirosi
George Rigaud .. Gianfranco Bellini
Franco Balducci .. Gianni Marzocchi
Erzsi Paál .. Lydia Simoneschi
Leo Genn .. Nando Gazzolo
Anita Strindberg .. Flaminia Jandolo
Jean Degrade .. Sergio Tedesco
Poliziotto all'interrogatorio .. Luciano De Ambrosis

DATI ADDIZIONALI

Anno

..

1971

Durata

..

98'

Formato schermo

.. 1.85:1

Conosciuto anche come

.. Lizard in a woman's skin

Edizioni in DVD

..

Media Blasters (2005)

Federal Video (2006)

Media Blasters (2007)

Scheda su

..

TRAMA

In un'aristocratica famiglia londinese, Carol Hammond, moglie di Frank, noto avvocato, turbata dalla vita fin troppo licenziosa della vicina di casa Julia Durer, racconta al suo psicanalista un sogno in cui la uccide. Il giorno dopo però si scopre che la vicina è stata realmente assassinata e proprio nel modo descritto da Carol.

COMMENTO

Uno dei prodotti più originali e discussi del filone argentiano. Dopo il successo di Una sull'altra (1969), Fulci, al suo secondo film giallo, si dimostra pienamente padrone della materia ed ispirato più da Hitchcock e da Polanski che da Argento, si produce in acrobatici virtuosismi sia in sede di regia che in sceneggiatura, spostando continuamente moventi e responsabilità da un personaggio all'altro. Fotografato da Luigi Kuveiller (Profondo rosso - 1975), sfruttando location titaniche come l'Alexandra Palace di Londra ed interpretato da un cast di grandi nomi, il film risulta un'esperienza unica nel genere.

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM

 

Accodato al filone argentiano grazie ad un titolo imposto dalla produzione, il film si scosta decisamente dai classici schemi del genere. Niente maniaci assassini in questo caso, solo un percorso tortuoso nel movente di un delitto che sfocia, paradossalmente, nella lucida e calcolata simulazione di una nevrosi da parte dell'assassino.

 

La miscela di costumi e situazioni apparentemente opposti fra loro, come l'ambiente aristocratico londinese e quello hippie, il finto perbenismo della famiglia Hammond e le insane passioni che cova al suo interno (il lesbismo, che infrange con fragore il tabù del grande schermo), e poi gli eccessi splatter, i passaggi onirico-psichedelici, il crudo realismo dei cani vivisezionati, formano un tutt'uno di forte impatto in un film carico di simbolismi che all'epoca ovviamente scosse sia spettatori che critica. La tematica della corruzione morale è presente ovunque, nessun personaggio (polizia a parte) viene risparmiato (nè la figlia Johan, lesbica e forse incestuosa, nè la vicina chiacchierona che si intrattiene con un ragazzo molto più giovane di lei). Le atmosfere saffiche, di gran lunga più incalzanti che nel precedente Una sull'altra (1969), ma mai punto nevralgico della vicenda (come accadeva invece nel film precedente), assumono qui la forma di una pericolosa quotidianetà, smuovendo prepotentemente le fondamenta di una certa etica borghese. Molti nella vicenda sono i riferimenti psicanalitici e a sottolinearlo appare anche il personaggio dello psichiatra freudiano (interpretato dal sempre valido George Rigaud).

 

Vari i rimandi di Fulci ai maestri della suspense, primo fra tutti Hitchcock, con un omaggio a quel Io ti salverò (1945) nella sequenza del sogno col cigno, con l'ombra dell'uccello a sostituire quella dell'angelo, e poi a Gli uccelli (1964), con la sequenza dei pippistrelli in soffitta a sostituire i gabbiani. Per quanto riguarda le turbe psichiche del personaggio della Bolkan (già apparsa con un personaggio border-line in Un detective - 1968 di Romolo Guerrieri), si può invece citare il Polanskiano Repulsion (1965), mentre per la vicina hippie disinibita, è stato forse attinto qualcosa da Onyricon (1968) di Joe Massot, film in cui l'attrice Jane Birkin si produce in orge hippie mentre è spiata da un vecchio dall'appartamento accanto.

 

Per quanto alla regia, va sottolineata, specie nel primo tempo, la continua ricerca di innovazione e sperimentazione, i movimenti di macchina avvenieristici, le inquadrature accattivanti e le situazioni visivamente astratte.

 

Curiosità: la sequenza più famosa del film, benchè forse ne sia quella più gratuita e quasi fuori contesto, è quella in cui la Bolkan si trova di fonte a dei cani vivisezionati. Tale scena risultò così realistica che costò un processo intentato da una società protettrice degli animali, che il regista vinse portando in aula di tribunale, per ben quattro volte, i cani finti, creati dal maestro degli effetti speciali Carlo Rambaldi, autore anche del cigno e dei 35 pippistrelli meccanici che compaiono nel film.