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TRAMA |
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Sir
Alan Cunnigham, barone inglese reduce da un clinica psichiatrica
dopo aver patito la morte della
moglie
Evelyn, fa ritorno al suo castello. Ossessionato dal
ricordo della moglie, egli prende ad ospitare nel maniero
giovani prostitute che uccide dopo averle sottoposte a torture. Una sera incontra ad una festa una donna il cui amore ricambiato pare
poterlo guarire, ma quando il fantasma di Evelyn sembra apparire
nel castello, alcuni ospiti iniziano a trovare la morte in
circostanze misteriose. |
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COMMENTO |
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Ambientato in una lussureggiante campagna inglese (ma in realtà girato in
provincia di Vicenza), il primo thrilling di Miraglia (seguito da La
dama rossa uccide sette volte - 1972) risulta anche uno fra i suoi
film migliori. L'uso raffinato dello schermo
panoramico, la felice mano dietro la macchina da presa che non sbaglia mai un'inquadratura, la fotografia molto
curata, le suggestive
locations, il grande apporto della
colonna sonora di Bruno Nicolai, ma soprattutto l'affiatato gruppo di
attori che vi partecipa (fra cui un De Teffè in una delle sue migliori
performances) e dei ricchi colpi di scena messi in atto senza
rendere la
storia intricata, lo rendono un raro ed affascinante esempio di thriller gotico contemporaneo,
probabilmente il migliore nel suo
genere.
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CAST ARTISTICO |
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Anthony Steffen |
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Lord Alan Victor Cunningham
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Marina Malfatti |
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Gladys
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Erika Blanc |
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Susie
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Giacomo Rossi-Stuart |
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Dott. Richard Timberlane
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Rod Murdock (Enzo Tarascio) |
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George Harriman
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Umberto Raho |
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Farley
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Roberto Maldera |
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Albert
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Joan
C. Davis |
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Zia Agatha
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Ettore Bevilacqua |
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Non appare |
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Maria Teresa Toffano |
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Polly
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Brizio Montinaro |
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Non appare |
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Paola Natale |
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Non appare
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CAST TECNICO |
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Regia |
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Emilio P. Miraglia |
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Soggetto |
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Fabio Pittorru
Massimo Felisatti |
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Sceneggiatura |
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Fabio Pittorru
Massimo Felisatti
Emilio P. Miraglia |
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Fotografia |
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Gastone Di Giovanni |
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Musiche |
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Bruno Nicolai
Edda
Dell'Orso (voce) |
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Montaggio |
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Romeo Ciatti |
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Aiuto regia |
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Palmambrogio Molteni |
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Produzione |
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Phoenix Cinematografica S.p.a. (Roma)
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DATI ADDIZIONALI |
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Anno |
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1971 |
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Durata |
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103' |
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Edizioni in DVD |
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NoShame (2006)
NoShame Italia (2006) |
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Scheda del film su |
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IMDb
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CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E
DI ALTRI FILM (SPOILER)
Diverse le note di merito che vanno proferite per il thrilling di Miraglia.
La prima è per la felice scelta del protagonista,
l'attore Antonio De Teffè, che dopo una lunga serie di film western in cui il più
delle volte si esibiva in un repertorio recitativo quantomeno limitato, ottiene
qui invece una parte più complessa e multisfaccettata nella quale rende piena giustizia al suo carismatico personaggio, un
misantropo Lord inglese in preda alla follia e al senso di colpa per la
morte della moglie. Azzeccata anche la scelta delle co-protagoniste, la bellissima e
bravissima Marina Malfatti, che si offre frequentemente in
eleganti scollature mozzafiato, e la giunonica Erica Blanc, seducente ed aggressiva, in una delle sue performances più celebri. Non vanno
infine tralasciati anche il bravo
Enzo
Tarascio, nei panni del crudele doppiogiochista
George, e
le grandi maschere di supporto di
Giacomo Rossi-Stuart
e
Umberto Raho.
La regia di Miraglia è particolarmente efficace nel tratteggiare i
fantasmi che tormentano la mente del personaggio di Lord Alan. Nella
fattispecie sono magistrali nella loro semplicità allegorica le sequenze
di stampo onirico che vedono protagonista Evelyn nel parco, le quali trasmettono
perfettamente il dolore che perseguita follemente il protagonista. Anche la sceneggiatura mantiene sempre un buon ritmo ed i colpi di scena non si fanno mancare: da alcuni meno utili al
fine del racconto stesso (la finta paralisi del personaggio di
zia Agatha), ad altri invece più azzeccati e convincenti (le finta
morte di Susie; Alan che si scopre innocente; George che infine tradisce entrambe le amanti). Gli omicidi non sono particolarmente
sanguinolenti, ma
non per questo risultano meno cruenti ed anzi, appaiono alquanto originali
e crudeli, come ad esempio quello
in cui viene utilizzato il morso mortale di un serpente o quello in
cui una vittima viene fatta mangiare da una nidiata di volpi.
Il film è inoltre una vera gioia per gli occhi. Le scenografie e la
fotografia sono molto curate e quest'ultima dà il massimo soprattutto
nelle scene notturne. Va notata anche la cura spasmodica nel controllo
dei colori, grazie ad una sapiente selezione di costumi che spiccano per
contrasto dalle ampie e lugubri sale del castello, ovvero della Villa
Porto-Colleoni-Thiene di Thiene (Vicenza).
Alcune piccole sviste di carattere tecnico sono invece individuabili nelle scene
iniziali, in cui l'auto di Alan e quella del dottore appaiono con la guida a sinistra (in
Inghilterra dovrebbe essere a destra), nella scena in cui Susie fa lo
spogliarello e la band sembra cantare ai microfoni (ma la musica udita è
unicamente strumentale) e l'evidente asincrono musicale della band dei "Pandora's
Box" alla festa in cui Alan incontra Gladys.
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