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LA POLIZIA CHIEDE AIUTO

 

 

TRAMA

Una ragazza non ancora quindicenne, Silvia Polvesi, viene ritrovata impiccata in una soffitta. Sulle prime sembra che la giovane si sia suicidata, ma alcuni elementi in mano al commissario Valentini e al collega Silvestri fanno prendere alle indagini tutt'altra piega.

 

COMMENTO

A metà strada fra il thrilling argentiano ed il poliziottesco, è un ibrido sensazionalistico, mascherato da film di denuncia. Annovera però un buon ritmo, suspense e grandi interpretazioni: breve ma significativo Adorf, misurata ed elegante il primo sostituto procuratore donna del cinema italiano interpretato da Giovanna Ralli,  carismatico e gustosamente sopra le righe il commissario di Cassinelli. Di prim'ordine sono anche la fotografia di Franco Delli Colli e le trascinanti sinfonie di Stelvio Cipriani.

 

CAST ARTISTICO

Giovanna Ralli

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Dr. Vittoria Stori

Claudio Cassinelli

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Commissario Silvestri

Mario Adorf

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Commissario Valentini

Franco Fabrizi

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Bruno Paglia

Farley Granger

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Sig. Polvesi

Marina Berti

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Sig.ra Polvesi

Paolo Turco

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Marcello

Corrado Gaipa

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Procuratore

Micaela Pignatelli

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Rosa

Ferdinando Murolo

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Giardina

Salvatore Puntillo

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Brigadiere Napoli

Eleonora Morana

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Domestica in casa Polvesi

Cherry Lee Buchanan (S. Buchanan)

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Silvia Polvesi

Roberta Paladini

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Patrizia Valentini

Luigi Antonio Guerra

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Giornalista #1

Renata Moar

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Laura Bollero

Adriana Falco

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Giuliana Bigi

Clara Zovianoff

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Sig.ra Talenti

Leonardo Severini

..

Russo, poliziotto alla proiezione

Lorenzo Piani

..

Giornalista #2

Antonio Anelli (non accreditato)

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Giornalista #3

Attilio Dottesio (non accreditato)

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Medico legale

Bruno Alias (non accreditato)

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Giornalista #4 / Poliziotto in sala TV

Giancarlo Badessi (non accreditato)

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Avvocato di Bruno Paglia

Giuseppe Marrocco (non accreditato)

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Poliziotto alla proiezione

Francesco D'Adda (non accreditato)

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Poliziotto della scientifica

Steffen Zacharias (non accreditato)

..

Prof. Beltrame

 

CAST TECNICO

Regia

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Massimo Dallamano

Soggetto

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Ettore Sanzò

Sceneggiatura

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Massimo Dallamano

Ettore Sanzò

Fotografia

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Franco Delli Colli

Musiche

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Stelvio Cipriani

Montaggio

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Antonio Siciliano

Aiuto regia

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Mimmola Girosi

Produzione

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Primex Italiana

 

DATI ADDIZIONALI

Anno

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1974

Durata

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90'

Edizioni in DVD

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Koch Media (2005)

Alan Young (2005)

Scheda del film su

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IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

Secondo thriller firmato da Dallamano sulla "maladolescenza", distribuito all'estero come What Have They Done to Your Daughters? col preciso scopo di ricordare il precedente successo di Cosa avete fatto a Solange? (What Have They Done to Solange?). La mirabile regia di Dallamano riserba una particolare attenzione per le inquadrature, mostra dettagli macabri e sanguinolenti che utilizza come veri pugni allo stomaco, proprone inseguimenti mozzafiato per le vie di Brescia (alterando i nomi delle vie principali), ma sacrifica parecchio della verosimiglianza per poter mirare al sensazionalismo più esplicito (e quindi alla commerciabilità della pellicola) nella figura dell'assassino spietato, munito di mannaia. Anche le minorenni sono utilizzate per costruire ad-hoc una gioventù corrotta e sempre meno innocente. La trama in particolare rallenta pericolosamente quando la regia si sofferma sulle registrazioni delle conversazioni delle giovani (con qualche morbosità verbale un po' compiaciuta e fastidiosa) ed insiste sulla sofferenza di una di esse soggiogata dal suo perverso psichiatra (racconto denso di particolari pruriginosi); tuttavia si riprende con facilità grazie ai diversi colpi di scena ed al meccanismo del racconto giallo che fino alla fine lascia lo spettatore in trepidante attesa. Inverosimile, ma di grandissimo impatto visivo, è dunque l'assassino vestito da motociclista, protagonista dei momenti di maggior tensione della pellicola, ovvero della sequenza dell'attentato in clinica con amputazione della mano di un poliziotto e dell'inseguimento al Sostituto Procuratore per i sotterranei del parcheggio. In entrambe le sequenze non vengono lesinati copiosi e realistici effetti di sangue, particolari cruenti che si inframezzano anche con il riconoscimento all'obitorio di un cadavere tagliato a pezzi (con genitali in vista) ed il ritrovamento di una testa mozzata in un bagagliaio di un auto.

Il tema della denuncia sociale volta a tutelare i minori, oltre a comparire testualmente all'inizio e alla fine della pellicola, trapela anche negli attimi di pausa della vicenda, con sequenze "suggerite" come quella in cui il Sostituto Procuratore sta rientrando a casa in taxi e guarda una coppietta spingere una carrozzina col figlio; ben presto lo sguardo addolcito della Ralli si fa preoccupato suggerendo allo spettatore come potrebbe essere triste il futuro che aspetta anche quel bimbo. Nel finale poi, risolta la matrice gialla con l'esecuzione dell'assassino, fà capolino anche il tema della denuncia contro il Sistema, tipica del filone poliziottesco, nel momento in cui i protagonisti, ad un passo dal risolvere il caso, vengono fermati dall'ostruzionismo dei propri superiori.

Il film, scritto da Ettore Sanzò, è una riproposizione del racconto Violenza a Roma di Massimo Felisatti, racconto dal quale verrà tratto anche il film ...a tutte le auto della polizia (1975) di Mario Caiano, pellicola che ovviamente presenta molte analogie con La polizia chiede aiuto. La colonna sonora di Stelvio Cipriani, originaria del film La polizia ringrazia (1972) di Steno e già proposta in La polizia sta a guardare (1973) di Roberto Infascelli, verrà adottata anche in Tentacoli (1977) di Ovidio G. Assonitis, Torino Violenta (1977) di Carlo Ausino e più recentemente in Death Proof - A prova di morte (2007) di Quentin Tarantino.

Alcuni errori del film si individuano quando l'attrice Micaela Pignatelli, afferrata per la gola dall'assassino e ripresa in primo piano ravvicinato, non riesce a trattenere il fiato appannando l'obbiettivo della telecamera, e quando l'assassino entra nottetempo nella clinica e fugge, pochi minuti dopo, ritrovandosi fuori già a mattino inoltrato.

Curiosità: la figura dell'assassino motociclista vestito di nero, già apparso in Una lucertola con la pelle di donna (1971) di Lucio Fulci, farà ancora capolino nei film Nude per l'assassino (1975) di Mario Bianchi, Nightmare Beach (1988) di Umberto Lenzi e in Bloody Friday (1996) di Danny Ko.