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SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

 

TRAMA

In un atelier di Copenhagen viene ritrovata senza vita una giovane modella con indosso uno strano scialle di seta gialla. Nonostante gli ammonimenti della polizia, il suo ex fidanzato, il pianista cieco Peter Oliver, associato il delitto ad una misteriosa conversazione udita in un bar la sera precedente, decide di mettersi sulle tracce dell'assassino.

 

COMMENTO

Uno dei thrilling più convenzionali con richiami anche pesanti alle opere di Argento e debitore verso innumerevoli altri film del genere, possiede però un fascino proprio e particolare dato dall'interessante location danese, da un cast di volti storici del cinema italiano (fra cui la stella cinematografica Sylva Koscina) e da almeno un paio di sequenze ad effetto, fra cui quella del delitto sotto la doccia, fra le più agghiaccianti mai realizzate nel genere. Menzione particolare per la splendida colonna sonora dell'appena ventitreenne Manuel De Sica, che utilizza echi e melodie "alla Morricone".

 

CAST ARTISTICO

Anthony Steffen

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Peter Oliver

Sylva Koscina

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Françoise Ballais

Jeannette Len (Giovanna Lenzi)

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Susan Leclerc

Renato De Carmine

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Ispettore Iansen

Giacomo Rossi-Stuart

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Victor Ballais

Umberto Raho

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Burton, il maggiordomo

Annabella Incontrera

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Helga

Shirley Corrigan

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Margot

Romano Malaspina

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Harry, il fotografo

Isabelle Marchall

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Paula Whitney

Imelde Marani

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Amica di Harry

Liliana Pavlo

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Wendy

Lorenzo Piani

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Non appare

Irio Fantini

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Non appare

Bruno Alias (n.a.)

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Parrucchiere

Margherita Horowitz (n.a.)

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Inserviente dell'atelier

 

CAST TECNICO

Regia

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Sergio Pastore

Soggetto e Sceneggiatura 

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Alessandro Continenza
Sergio Pastore
Giovanni Simonelli

Fotografia

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Guglielmo Mancori

Musiche

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Manuel De Sica

Montaggio

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Vincenzo Tomassi

Aiuto regia

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Roberto Pariante

Produzione

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Capitolina Produzioni Cinematografiche

 

LE VOCI

Anthony Steffen

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Sergio Graziani

Sylva Koscina

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Rita Savagnone

Renato De Carmine

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Renato De Carmine

Giacomo Rossi-Stuart

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Pino Colizzi

Umberto Raho

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Sergio Tedesco

Annabella Incontrera

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Flaminia Jandolo

Shirley Corrigan

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Maria Pia Di Meo

Romano Malaspina

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Romano Malaspina

Isabelle Marchall

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Serena Verdirosi

Lilliana Pavlo

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Vittoria Febbi

Bruno Alias

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Gianni Marzocchi

Florinda Bolkan (estratto dal film Una lucertola con la pelle di donna)

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Rita Savagone

Anita Strindberg (estratto dal film Una lucertola con la pelle di donna)

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Flaminia Jandolo

 

 

DATI ADDIZIONALI

Anno

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1972

Durata

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93'

Edizioni in DVD

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Federal Video (2006)

Scheda del film su

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IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

Convenzionale, inverosimile, ma al tempo stesso ingenuamente intrigante ed efficace, il film di Pastore incrocia Sei donne per l'assassino (1964) (i delitti vengono compiuti in un atelier), Il gatto a nove code (1971) (il protagonista è un cieco; il fotografo viene assassinato), ed in modo minore altri film come L'uccello dalle piume di cristallo (1970) (l'abitazione dell'assassino viene ritracciata grazie al verso di un animale; il marito cerca di proteggere la moglie assassina), Psyco (1960) (per la sequenza del delitto sotto la doccia), La tarantola dal ventre nero (1971) (quando l'ex circense entra nell'atelier urtando dei manichini che le cadono addosso come se avessero preso vita). La trovata degli scialli è invece l'unica originale, benchè altamente improbabile. Improbabilità ed incongruenza che sembrano essere gli elementi cardine della pellicola, la quale è capace però di creare buoni momenti (oltre alle classiche sequenze di assassinio) anche quando si sofferma sul dramma della povera circense caduta in disgrazia (che, per non passare inosservata fra un delitto e l'altro, indossa inverosimilmente un vistoso impermeabile bianco). Al delitto di quest'ultima, si ode poi una voce in sottofondo (che rappresenta il pensiero del Commissario) che scandisce: "Sette scialli di seta gialla, cinque omicidi sono stati commessi, ne mancano ancora due". Come abbia saputo il Commissario che gli omicidi da compiere fossero ancora due rimane però un mistero. La trama presenta inoltre una falla piuttosto evidente quando l'assassino fissa per telefono un appuntamento col pianista, indicando con precisione il luogo d'incontro (una vetreria) e lasciando così alla polizia il modo di poterlo acciuffare (la telefonata è registrata); pochi secondi dopo però, sempre nella medesima telefonata, l'assassino stravolge i suoi piani rifissando l'appuntamento sotto casa del pianista (dove verrà a prenderlo per condurlo in vetreria), quindi, ai fini della trama, l'indizio del luogo d'incontro risulta perfettamente gratuito.

Le caratterizzazioni dei personaggi sono molto accentuate: l'aristocratico pianista, il fido maggiodomo, il meschino playboy, la circense caduta in disgrazia. Molti sono anche gli elementi tipici del genere che vengono proposti: dalle suggestioni erotiche (anche lesbiche, seppur appena accennate e che vedono al solito protagonista l'attrice Annabella Incontrera), alle false piste, spesso insinuate solamente con dei primi piani sui volti ambigui dei protagonisti (da quello sulla vistosa cicatrice del parrucchiere effeminato a quello sullo sguardo un po' infido del maggiordomo).

Diverse poi sono le sequenze di tensione che risultano ben congeniate: da quella alla vetreria, col protagonista cieco in balia del suo carnefice, a quella dell'omicidio sotto la doccia (con un'interpretazione terrorizzata di Shirley Corrigan, effetti speciali e montaggio encomiabili, in cui il rasoio dell'assassino squarcia letteralmente le carni della malcapitata), da quella del pianista braccato nella sua casa dall'assassino, alla sequenza finale, che anticipa nettamente quella antologica del finale del film Sotto il vestito niente (1985). Di minor conto invece sono i delitti perpetrati tramite il gatto, che risultano più che altro coloriti e fantasiosi piuttosto che efferati.

Un'ottimo lavoro si evidenzia anche per quanto riguarda la fotografia di Guglielmo Mancori, che utilizza colori primari molto vividi, soprattutto negli interni, e scenografie che comprendono anche quadri di Mondrian.

Curiosità: circola la leggenda che il film in realtà non sia stato diretto da Sergio Pastore e che un misterioso regista avezzo al genere ci abbia messo lo zampino. E' infatti percepibile in alcune sequenze, sia dai movimenti di macchina, che dalle disposizioni delle luci, la tecnica di Mario Bava: dalla scena in cui Susan ha le crisi d'astinenza (con tanto di telefono che squilla insistentemente (come in I tre volti della paura), alle inquadrature insistite sul suo volto nostalgico (come per la vecchia protagonista dei primi minuti di Reazione a catena), e poi il finale, con quelle luci verdi e rosse intermittenti (da Sei donne per l'assassino). Ma a parte queste scene, risulta però difficile che Pastore non abbia avuto nulla a che fare con tale pellicola. A conferma di ciò va fatta notare la presenza dell'attrice Giovanna Lenzi, moglie del regista, la quale appare molto spesso nei film del marito ed il cui debutto registico assieme allo stesso, il giallo Delitti (1987), risulta un palese rifacimento di Sette scialli di seta gialla.

Per finire, va segnalata la proiezione all'interno del film di alcune sequenze del thrilling Una lucertola con la pelle di donna (1971) di Lucio Fulci, titolo che nella finzione il protagonista si appresta a sonorizzare col suo lavoro di compositore.