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LA TARANTOLA DAL VENTRE NERO

 

 

TRAMA

Un maniaco omicida perseguita le affascinanti clienti di un centro di bellezza. Il commissario Tellini scopre che l'assassino, prendendo ad esempio quello che fa la vespa alla tarantola, prima immobilizza le vittime con uno spillone e poi le sventra ancora vive e coscenti.

 

COMMENTO

Nato fulmineo sulla scia del successo dei film di Argento, è un'occasione mancata per un ottimo film. Pur replicando il primo thriller di Argento ed annoverando un cast stellare, Cavara non riesce a mettere in pratica i meccanismi della suspense e dopo un paio di delitti non privi di un certo nerbo, la vicenda si fa monocorde e prevedibile, tanto che, se non fosse per l'ultimo guizzo nel finale ed il particolare sistema di uccisione adottato dall'assassino (presente in parte anche in 4 mosche di velluto grigio - 1971), il film perderebbe gran parte del suo valore. Fra gli elementi di merito si evidenziano l'ottima rosa di protagonisti, la fotografia e le scenografie molto curate, un sofisticato senso di raffinatezza nelle inquadrature e l'ammaliante colonna sonora di Morricone (che per il tema principale Coiffeur pur dames si rifà alle sonorità già scritte per Metti una sera a cena - 1969 e Veruschka - 1971), parte fondamentale di quell'alone di culto che conserva tutt'oggi la pellicola.

 

CAST ARTISTICO

Giancarlo Giannini

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Commissario Tellini

Claudine Auger

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Laura

Barbara Bouchet

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Maria Zani

Rossella Falk

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Franca Valentino

Silvano Tranquilli

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Paolo Zani

Annabella Incontrera

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Sig.ra Ricci, la pellicciaia

Ezio Marano

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Massaggiatore cieco

Barbara Bach

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Jenny

Stefania Sandrelli

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Anna Tellini

Giancarlo Prete

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Mario

Anna Saia

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Amica di Maria

Eugene Walter

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Ginetto, il cameriere

Nino Vingelli

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Capo di Tellini

Daniele Dublino

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Entomologo

Giuseppe Fortis

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Psichiatra

Guerrino Crivello

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Informatore

Fulvio Mingozzi

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Medico chirurgo

Giorgio Dolfin

..

Poliziotto della scientifica

Carla Mancini

..

Cliente al centro di bellezza

Antonio Anelli (non accreditato)

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Poliziotto nella sala di proiezione

Bruno Alias (non accreditato)

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Cliente nella sala d'aspetto

Eleonora Giorgi (non accreditata)

..

Inserviente al centro di bellezza

Ettore Mattia (non accreditato)

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La catapulta

Filippo Perego (non accreditato)

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Poliziotto nella sala di proiezione

 

CAST TECNICO

Regia

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Paolo Cavara

Soggetto

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Marcello Danon

Sceneggiatura

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Lucile Laks

Tonino Guerra (non accreditato)

Fotografia

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Marcello Gatti

Musiche

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Ennio Morricone

Edda Dell'Orso (voce)

Montaggio

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Mario Morra

Aiuto regia

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Fabrizio Castellani

Produzione

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DA.MA. Produzione (Roma)

P.A.C. (Parigi)

 

LE VOCI

Claudine Auger

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Benita Martini

Barbara Bouchet

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Angiolina Quinterno

Rossella Falk

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Rossella Falk

Silvano Tranquilli

..

Silvano Tranquilli

Stefania Sandrelli

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Maria Pia Di Meo

Nino Vingelli

..

Renato Turi

Giorgio Dolfin

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Roberto Del Giudice

Giuseppe Fortis

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Giuseppe Fortis

Poliziotto in casa Zani

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Oreste Lionello

Cliente grassa

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Wanda Tettoni

 

DATI ADDIZIONALI

Anno

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1971

Durata

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94'

Edizioni in DVD

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Media Suits (2005)

Ripley Home Video (2005)

Scheda del film su

..

IMDb

 

CONTIENE ANTICIPAZIONI SUL FINALE DI QUESTO E DI ALTRI FILM (SPOILER)

 

Benchè non eccelso nel costruire la tensione necessaria alla vicenda e poco idoneo nel sfruttare adeguatamente il cast prestigioso, Cavara non può ritenersi l'unico responsabile per la parziale malriuscita del film. Il deficit principale è infatti riscontrabile nella sceneggiatura firmata dalla misconosciuta Lucile Laks e dal produttore Marcello Danon, la quale non brilla nè per originalità nè per chiarezza. Nella fattispecie è una copia-carbone de L'uccello dalle piume di cristallo. E difatti, come per il film sovracitato si ripetono le sequenti scene: la telecamera indugia sui particolari della dimora dell'assassino e sulla preparazione delle armi (questa sequenza, però, è da considerarsi in un certo senso come caratteristica dell'intero filone); la fidanzata del protagonista viene presa di mira dal maniaco; un tizio viene investito da un auto ed un altro precipita da un grattacielo; viene inoltre ripescato anche il personaggio del cieco dal film Il gatto a nove code. Poi, al fine di mischiare un po' le acque ed inserire più delitti e personaggi, il racconto s'ingroviglia in una sottotrama che prosegue parallela a quella principale e che riguarda un non ben delineato traffico di droga correlato da un giro di ricatti.

Di maggiore interesse invece, è la caratterizzazione del commissario Tellini interpretato dall'istrionico Giancarlo Giannini. Una figura che non poteva che uscire da una penna femminile: insicuro, dolce, malinconico, diametralmente opposto agli standard dell'epoca che imponevano la figura del "poliziotto di ferro". Ed è proprio questo suo volto così umano e vicino alle fragilità dell'uomo comune a renderlo particolarmente veritiero ed apprezzabile, oltre che originale. Dalla sua, la regia possiede anche alcuni buoni momenti, come quello dell'omicidio di Barbara Bouchet e quello più virtuosistico della pellicciaia.

Meno convincente invece, è la sequenza dove l'entomologo illustra al commissario come la tarantola venga paralizzata da una specie di vespa per deporvi le uova. A parte la variazione cromatica della pellicola che ne denota la non appartenenza al filmato, nè la vespa, nè il ragno utilizzati in tale scena sono delle specie menzionate. Inoltre il regista, memore del suo passato da documentarista, realizza la sequenza visibilmente ad-hoc, spingendo con un trucco, l'una contro l'altra le due bestiole.