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Lucio Fulci

 

Nato a Roma il 17 giugno 1927, è stato uno dei registi più duttili e prolifici del cinema italiano. Da critico d’arte, diplomatosi regista al Centro Sperimentale di Cinematografia, inizia la carriera cinematografica verso la fine degli anni Quaranta come documentarista. Nei primi Cinquanta diviene sceneggiatore ed aiuto regista. La sua prima regia è datata 1959: I ladri con Totò e Fred Buscaglione. La produzione successiva, fino al 1969, è in gran parte dedicata alla commedia. In particolare vanno ricordati i film girati con la celebre coppia comica di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, quali 002 operazione Luna (1965) e Come svaligiammo la banca d'Italia (1966), i quali gli rendono ottimi incassi al botteghino. Nello stesso periodo dirige anche qualche western, fra cui spicca l'iperviolento Tempo di massacro (1966), il quale anticipa in qualche modo quello che sarà il tema dominante della sua successiva filmografia. Nel 1968 dirige il suo primo giallo, Una sull'altra, che benchè ancora stilisticamente approssimativo, ottiene un discreto successo, soprattutto grazie al tema dell'omosessualità femminile. In seguito dirige Beatrice Cenci (1969), un film controverso e duro che non riscuote il consenso sperato e che dà modo al regista di evidenziare una certa antipatia per la Chiesa, confermata dal successivo Non si sevizia un paperino (1972). Nel 1971, sulla scia del thrilling argentiano, dirige Una lucertola con la pelle di donna (1971), il suo film capolavoro, nel quale riesce a far convogliare tutto il suo estro visivo e la sua tecnica. In seguito la produzione del regista si orienta verso generi più tranquilli, come l'avventuroso Zanna Bianca (1973), la commedia sexy con Edwige Fenech La pretora (1976), la parodia horror Il Cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in brianza (1975). Ritorna al genere thrilling nel 1977, con Sette note in nero, ma la mano de La lucertola... non è più la stessa. Nel 1979, dopo il successo planetario del film di G. A. Romero Zombi - Dawn of the Dead, il regista inaugura l'ultimo ciclo della sua carriera, quello più lungo che lo terrà vincolato alla produzione di film horror-splatter. L'inizio di questa fase è data appunto dal film Zombie 2, che si propone come sequel (non autorizzato) del film di Romero, e che risulta una furba e tempestiva rivisitazione sul tema dei morti viventi, atta a prender parte al successo dilagante del filone. Sempre sull'onda del "fenomeno Zombi" dirige altri due film a tema, con un alto tasso di truculenza e buoni effetti speciali: Paura nella città dei morti viventi (1980) e L'aldilà - E tu vivrai nel terrore (1981). Quest'ultimo risulterà il migliore di tutta la sua produzione orrorifica. Nel frattempo firma anche gli horror Black Cat - Il gatto nero (1981) con Mimsy Farmer, e Quella villa accanto al cimitero (1981). In seguito non ritroverà più lo stesso smalto e la sua produzione prenderà sempre più i connotati del trucido, complice innanzitutto l'imbarazzante ristrettezza economica in cui giunge a lavorare. Gira quindi il giallo-splatter Lo squartatore di New York (1982), attinge da Rosemary's Baby e L'Esorcista (1973) per Manhattan Baby (1982), si dedica al genere fantasy alla Conan il barbaro (1982) con Conquest (1983), al fantascientifico con I guerrieri dell'anno 2072 (1984), torna al thrilling con Murderock - uccide a passo di danza (1984), punta sull'erotismo con Il miele del diavolo (1986) e sulla scia di Phenomena (1985) di Argento gira il poverissimo Aenigma (1987). Giunge quindi il periodo più nero per l'artista. Con la promessa di ottenere i finanziamenti per due film a basso costo (Quando Alice ruppe lo specchio - 1988 e I fantasmi di Sodoma - 1988) ed uno ad alto budget (che non fu mai prodotto) il regista stipula un contratto con la casa di produzione "Alpha Cinematografica" che consente l'affibiazione del suo nome (con la scritta "Lucio Fulci presenta") ad una serie di pessimi film horror, realizzati fra il 1989 ed il 1990 ed inizialmente distribuiti all'estero direttamente in VHS sotto il marchio "Nannerini & Lucidi". Sono: Non aver paura della zia marta di Mario Bianchi, Hansel e Gretel di Giovanni Simonelli (per il quale Fulci cura gli effetti speciali), Fuga dalla morte a.k.a. Luna di sangue di Enzo Milioni e Bloody psycho - Lo specchio a.k.a Nella tana del serpente di Leandro Lucchetti. Sempre nel 1988 il regista vola nelle Filippine per girare il suo ultimo capitolo sugli zombi: Zombi 3, una produzione dalle infinite problematiche e che fu costretto ad abbandonare (anche a causa di una malattia che lo stava ormai logorando da anni), lasciando perciò il film incompiuto nelle mani di altri due registi avezzi al genere, Bruno Mattei e Claudio Fragasso. L'anno dopo tenta quindi la strada televisiva per "ReteItalia" che gli commissiona un paio di film horror (altri due furono richiesti anche a Umberto Lenzi), aventi per soggetto le "case maledette". Il primo della serie è La casa nel tempo, che può esser considerato come un parziale miglioramento fra gli ultimi lavori del regista; il secondo è invece La dolce casa degli orrori, che a parte un inizio promettente, assume per il resto i toni del ridicolo involontario. I film poi non vennero nemmeno trasmessi, in quanto ritenuti troppo violenti per il circuito televisivo. Nel 1990 tenta allora un riscatto: aiutato in sede di sceneggiatura dal critico cinematografico Antonio Tentori, gira lo splatter-ironico Un gatto nel cervello, in cui appare anche come protagonista impersonando se stesso, regista ossessionato dalle scene di sangue al punto di impazzire. Il film, nonostante gli sforzi, risulta tuttavia poco più che un miscuglio delle scene più truculente dell'ultima produzione del regista. Nello stesso anno gira anche il deludente Demonia. Nel 1991 conclude infine l’attività registica con un paio di thriller a sfondo occulto: Le porte del silenzio e Voci dal profondo, che per certi aspetti ricorda il televisivo La dolce casa degli orrori e Le porte del silenzio, opera anomala nella filmografia del regista poichè risulta privo della sua tipica dose di violenza. Ormai malato da diversi anni, dovette rinunciare al suo ultimo progetto, MDC - Maschera di Cera (1996), sotto la produzione di Dario Argento, sostituito poi alla regia da Sergio Stivaletti. Sofferente di diabete, la sera del 12 marzo 1996 venne a mancare per aver dimenticato (non si sa se volontariamente o meno) di prendere la necessaria dose di insulina. E' stato anche autore di note canzoni quali 24.000 baci e Il tuo bacio è come un rock, entrambe cantante da Adriano Celentano.

 

Filmografia Thrilling